La metodologia di esame è determinante quando il testimone è un bambino. I bambini piccoli non hanno ancora appreso lo schema convenzionale che presiede alla rievocazione di eventi passati e, quindi, tutto dipende dalle domande con cui gli adulti guidano i loro ricordi. In generale, ottenere da un bambino informazioni attendibili è molto difficile. Diventa difficilissimo quando i dati raccolti devono essere utilizzati nel contesto legale. Per ridurre al minimo le possibilità di errore, gli esperti raccomandano di adottare una procedura che consenta di minimizzare le possibilità di inquinamento e di accrescere quelle di un corretto ricordo.
La capacità di ricordare venti vissuti in prima persona (Tecnicamente si chiama memoria autobiografica).
La capacità di discriminare il possibile dall'assurdo
La capacità di discriminare fatti veri e falsi della propria esperienza
Il livello di espressione linguistica
Il livello di comprensione linguistica
La valutazione della adeguatezza della maturazione cognitiva in relazione alla complessità del fatto narrato è una questione di primaria importanza.
Un conto è infatti descrivere un evento con caratteristiche spazio-temporali ben precise (es. pizzicotto al braccio) e altra cosa è descrivere una complessa interazione nella quale viene interpretato uno stato mentale. Il medesimo minore potrebbe essere idoneo a descrivere il primo fatto ma non il secondo.
L'indagine valutativa della narrazione può essere condotta utilizzando il metodo dello Statement Validity Analysis che attualmente è considerato lo strumento scientifico che meglio discrimina tra racconti falsi e racconti veri. Questo metodo, sempre più usato anche in Italia, parte dal presupposto, costantemente convalidato dalla ricerca, che il racconto di esperienze reali differisce quanto a struttura, qualità e contenuto da narrazioni che sono false o frutto di fantasia.
La particolarità di questo metodo consiste nel fatto che l'attenzione non viene concentrata sul carattere o la personalità del soggetto dichiarante, ma sull'analisi, in base a criteri obiettivi e testati nella loro validità, di quanto dichiarato, alla lettera, nelle diverse occasioni in cui sono stati riferiti i fatti in esame.
Questo strumento, elaborato in origine per valutare le denunce in casi di abuso sessuale sui minori (e che continua ad essere ampiamente usato a questo scopo) è utilizzato anche per misurare il livello di credibilità delle deposizioni in generale.
Il metodo consiste nell'indagine sul contenuto del materiale narrativo secondo i criteri formali (C.B.C.A.) che la ricerca psico-giuridica indica come elementi utili per stimare la veridicità dei fatti esposti. Studi di laboratorio sul campo hanno dimostrato che questo è in assoluto il metodo migliore per la valutazione di una testimonianza in quanto riesce a discriminare tra un racconto veritiero e uno falso. Tale metodologia è stata in più occasioni, ad esempio, utilizzata in sentenze dalla Corte d'Appello di Venezia (Giudice Estensore: Dott. Luigi Lanza, sent. n. 830 del 18-30 ottobre 1996, Tuon, e nella sent. n. 1106 del 3-10 luglio 2000, Marchezzolo)
(Analisi del contenuto basata sui criteri)
1. Struttura logica
2. Produzione non strutturata
3. Quantità di dettagli
4. Ancoraggio contestuale
5. Descrizione di interazioni
6. Riproduzione di conversazioni
7. Complicazioni impreviste intervenute nel corso dell'evento
8. Particolari insoliti
9. Dettagli superflui
10. Riferimento accurato di dettagli fraintesi
11. Associazioni esterne correlate
12. Indicazione di stati d'animo (pensieri e sentimenti) soggettivi
13. Attribuzione di stati d'animo (pensieri e sentimenti) all'aggressore
14. Correzioni spontanee
15. Ammissione di vuoti di memoria
16. Dubbi sulla propria testimonianza
17. Disapprovazione del proprio comportamento
18. Disponibilità a perdonare il responsabile
19. Dettagli caratteristici del reato